ARCHITECTURE

cosmo quadrato – light box – plexiglass e metallo

Italiano Artista, architetto e ricercatrice. Il suo lavoro è caratterizzato da moltissime peregrinazioni, non solo geografiche ma veri e propri attraversamenti interdisciplinari. Da sempre affianca l’attività professionale e artistica con una ricerca costante dell’atto creativo in tutte le sue possibili declinazioni, sperimentando in qualsiasi ambito le sia possibile.

Si laurea a pieni voti con lode nel 1990 allo IUAV (Istituto Universitario di Architettura di Venezia) con una tesi sperimentale sull’ “immaginario della città nel cinema: 8 luoghi-non luoghi della Rêverie”, una ricerca intensa, con un approccio multi-mediale e multi-sensoriale. Nel 1993 si diploma con lode all’ U.I.A. (Università Internazionale d’Arte) con una ricerca triennale sulla “Comunicazione Sociale e il Cinema”.

Gli anni veneziani saranno fondamentali per sviluppare una particolare sensibilità al colore e alle sue modulazioni. Dalle lunghe passeggiate in cui osserva le metamorfosi del cielo e i riflessi luminosi nella laguna scaturiscono i primi libri d’artista, la ricerca sul quadrato e le narrazioni senza limiti composte da mosaici di carta che approdano ai suoi primi esperimenti cromatici totali. 

Frequenta i Laboratori Liberatori di Bruno Munari, una delle esperienze più importanti della sua formazione. Scrive per diversi periodici su temi legati al cinema, all’architettura e all’arte, è tra i soci fondatori di una delle prime riviste filosofiche culturali veneziane Qunst.

Nel 1998 frequenta a Berlino il workshop intensivo “La rappresentazione architettonica” con l’architetto Peter Cook. Nel 1991, segue il Corso di Progettazione “Turkish Bath at Regent’s Park” anch’esso diretto da Peter Cook nella Bartlett School of Architecture a Londra, realizzando un libro-installazione del progetto che viene esposto nella galleria dell’UCL. L’anno dopo viaggia a Francoforte ed espone la tesi di laurea alla Städel Schule. Fonda Einander (1997-1998) con Battelli, architetto e Cagnone, poeta e scrittore. Lo studio Einander, che partecipa a diversi concorsi, realizza una collezione di lampade per Astro e altre collezioni d’oggetti e uno stand sperimentale per il Salone del mobile di Milano. L’ultimo lavoro è un centro di produzione cinematografica in Galizia (Spagna).

Parallelamente, si iscrive al dottorato di Teoría, Dibujo y Proyecto alla Escuela Técnica Superior de Arquitectura di Madrid, dove ottiene, nel 2001, il titolo di ricercatrice. Viene invitata a dare lezioni sulle sue ricerche artistiche al corso di dottorato d’arte contemporanea dell’Università Complutense di Madrid. Organizza il corso di teoria del colore presso la Facoltà di Architectura nell’Università S.E.K. di Segovia, e una serie di giornate di studio monotematiche per un attraversamento interdisciplinare sul colore (il bianco, il nero, il rosso, l’azzurro, il verde, l’oro, il giallo, ecc.).

Quando si stabilisce definitivamente in Spagna nel 1999, nasce Meta-morphic (1999-2001) studio composto da Battelli e Bonollo. Meta-morphic progetta il Museo degli Angeli a Segovia, realizza il pavimento-collage di cemento colorato con inserimenti di materiali eterogenei e trasparenti, il bar e l’auditorio per Agencia Tributaria, la sede della Continental a Madrid e un ristorante di un Golf club a Majadahonda (Madrid). 

Nel 2002 comincia la sua attività in solitario e fonda l’Atelier Meta-morphic, una struttura agile interessata alla ricerca e sperimentazione tout-court e al confronto con altre discipline apparentemente estranee all’architettura. Fin dal principio, l’atelier meta-morphic affianca allo studio sul colore come elemento visionario e progettuale, un’esplorazione a tutto campo sul corpo, le cellule, la medicina, la biologia, la fisica quantistica e la terapia intesa come percorso artistico e di ricerca. 

Nel 2003 realizza il mondo immaginario e le architetture giocose e interattive di Tangramville, la città per giocare. Tutte le ricerche sperimentali della tesi di laurea confluiscono in un CD rom interattivo per l’insegnamento dell’architettura nell’infanzia. Durante il progetto, patrocinato dalla Comunità Europea (EUROPA 2000: “Architettura e Nuove Tecnologie”), collabora con lo Studio DAP di Milano, con il critico Marco Brizzi e il COAC (Colegio de Arquitectos de Cataluña) dove espone le sue maquettes urbane. 

Nel 2004 realizza il Bistrot de Chueca, un ristorante e un lounge bar in cui il progetto nasce da un colore, un esperimento spaziale pensato per stimolare l’immaginazione.

Attratta dall’idea dell’architettura come specchio interiore in cui l’intimità diventa paesaggio, crea “installazioni totali” dove coniuga luce, colore, proiezioni per plasmare degli spazi sensibili in cui stimolare i sensi, attivare le endorfine e le parti assopite del cervello. Le cellule, protagoniste assolute delle sue ricerche, si trasformano in una mappa della coscienza, paesaggi biologici in cartografie dell’essere, in cui il corpo viene rappresentato come un’icona, un soggetto sacro e non un insieme codificato di organi e funzioni.  

Le architetture pensiero diventano ambienti virtuali e mutevoli come sono mutevoli i pensieri, le narrazioni cromatiche (cortometraggi e diverse tecniche sperimentali di visualizzazione con i colori) si trasformano in un’architettura narrante, vagamente ipnotica, che diventa essenza stessa della coscienza. 

English Artist, architect and researcher. Her work is characterised by countless journeys, not only geographical ones but also genuine interdisciplinary crossings. She has always combined her professional and artistic activity with a constant exploration of the creative act in all its possible forms, experimenting in every field available to her.

She graduated with full marks and honours in 1990 from IUAV (Istituto Universitario di Architettura di Venezia) with an experimental thesis on “The Imaginary of the City in Cinema: 8 Places–Non-Places of Rêverie”, an intense research project with a multimedia and multisensory approach. In 1993, she graduated with honours from U.I.A. (Università Internazionale d’Arte) with a three-year research project on “Social Communication and Cinema”.

Her Venetian years would prove fundamental in developing a particular sensitivity to colour and its modulations. From her long walks, during which she observed the metamorphoses of the sky and the luminous reflections in the lagoon, emerged her first artists’ books, her research on the square and the boundless narratives composed of paper mosaics, which led to her first experiments in total chromatic environments.

She attended Bruno Munari’s Laboratori Liberatori, one of the most important experiences of her education. She wrote for several periodicals on subjects related to cinema, architecture and art, and was among the founding members of one of the first Venetian philosophical and cultural journals, Qunst.

In 1998, she attended the intensive workshop “Architectural Representation” in Berlin with the architect Peter Cook. In 1991, she attended the Design Course “Turkish Bath at Regent’s Park”, also directed by Peter Cook, at the Bartlett School of Architecture in London, producing a book-installation of the project, which was exhibited in the UCL gallery. The following year, she travelled to Frankfurt and exhibited her graduation thesis at the Städel Schule. She founded Einander (1997–1998) with Battelli, architect, and Cagnone, poet and writer. The Einander studio, which took part in several competitions, created a collection of lamps for Astro and other collections of objects, as well as an experimental stand for the Milan Furniture Fair. Its final project was a film production centre in Galicia, Spain.

When she settled permanently in Spain in 1999, Meta-morphic (1999–2001) was born, a studio formed by Battelli and Bonollo. Meta-morphic designed the Museum of Angels in Segovia, created the coloured concrete collage floor with inserts of heterogeneous and transparent materials, the bar and auditorium for the Agencia Tributaria, the Continental headquarters in Madrid and a restaurant in a Golf Club in Majadahonda, Madrid.

At the same time, she enrolled in the PhD programme in Theory, Drawing and Project at the Escuela Técnica Superior de Arquitectura in Madrid, where, in 2001, she obtained the title of researcher. She was invited to give lectures on her artistic research in the Contemporary Art doctoral programme at the Complutense University of Madrid. She organised the Colour Theory course at the Faculty of Architecture of S.E.K. University in Segovia, as well as a series of thematic study sessions for an interdisciplinary exploration of colour—white, black, red, blue, green, gold, yellow, and so on.

In 2002, she began her independent activity and founded Atelier Meta-morphic, a flexible structure interested in research and experimentation tout court and in dialogue with other disciplines apparently unrelated to architecture. From the outset, Atelier Meta-morphic combined the study of colour as a visionary and design element with a broad exploration of the body, cells, medicine, biology, quantum physics and therapy, understood as an artistic and research process.

In 2003, she created the imaginary world and the playful and interactive architectures of Tangramville, the City for Play. All the experimental research from her graduation thesis came together in an interactive CD-ROM for teaching architecture in childhood. During the project, sponsored by the European Community (EUROPA 2000: “Architecture and New Technologies”), she collaborated with Studio DAP in Milan, the critic Marco Brizzi and COAC (Colegio de Arquitectos de Cataluña), where she exhibited her urban maquettes.

In 2004, she created the Bistrot de Chueca, a restaurant and lounge bar in which the project originated from a colour, a spatial experiment conceived to stimulate the imagination.

Attracted by the idea of architecture as an inner mirror in which intimacy becomes landscape, she created “total installations” in which she combined light, colour and projections to shape sensitive spaces in which to stimulate the senses, activate endorphins and the dormant parts of the brain. Cells, the absolute protagonists of her research, are transformed into a map of consciousness; biological landscapes into cartographies of being, in which the body is represented as an icon, a sacred subject rather than a coded collection of organs and functions.

Architectures of thought become virtual environments, mutable as thoughts themselves are mutable; chromatic narratives—short films and various experimental techniques of visualisation through colour—are transformed into a narrative architecture, vaguely hypnotic, which becomes the very essence of consciousness.

Español Artista, arquitecta e investigadora. Su trabajo se caracteriza por innumerables peregrinaciones, no solo geográficas, sino por verdaderos recorridos interdisciplinarios. Desde siempre ha compaginado su actividad profesional y artística con una búsqueda constante del acto creativo en todas sus posibles declinaciones, experimentando en cualquier ámbito que le ha sido posible.

Se licencia con matrícula de honor en 1990 en el IUAV (Istituto Universitario di Architettura di Venezia) con una tesis experimental sobre «El imaginario de la ciudad en el cine: 8 lugares-no lugares de la Rêverie», una intensa investigación con un enfoque multimedia y multisensorial. En 1993 obtiene el diploma con matrícula de honor en la U.I.A. (Università Internazionale d’Arte) con una investigación de tres años sobre la «Comunicación Social y el Cine».

Los años venecianos serán fundamentales para desarrollar una particular sensibilidad hacia el color y sus modulaciones. De las largas caminatas en las que observa las metamorfosis del cielo y los reflejos luminosos en la laguna surgen sus primeros libros de artista, la investigación sobre el cuadrado y las narraciones sin límites compuestas por mosaicos de papel, que desembocan en sus primeros experimentos cromáticos totales.

Frecuenta los Laboratori Liberatori de Bruno Munari, una de las experiencias más importantes de su formación. Escribe para diversas publicaciones sobre temas relacionados con el cine, la arquitectura y el arte, y es una de las socias fundadoras de una de las primeras revistas filosóficas y culturales venecianas, Qunst.

En 1998 asiste en Berlín al workshop intensivo «La representación arquitectónica» con el arquitecto Peter Cook. En 1991 sigue el Curso de Proyectos «Turkish Bath at Regent’s Park», también dirigido por Peter Cook, en la Bartlett School of Architecture de Londres, realizando un libro-instalación del proyecto que se expone en la galería de la UCL. Al año siguiente viaja a Fráncfort y expone su tesis de licenciatura en la Städel Schule. Funda Einander (1997-1998) junto con Battelli, arquitecto, y Cagnone, poeta y escritor. El estudio Einander, que participa en diversos concursos, realiza una colección de lámparas para Astro y otras colecciones de objetos, así como un stand experimental para el Salone del Mobile de Milán. Su último trabajo es un centro de producción cinematográfica en Galicia.

Cuando se establece definitivamente en España en 1999, nace Meta-morphic (1999-2001), un estudio formado por Battelli y Bonollo. Meta-morphic proyecta el Museo de los Ángeles en Segovia, realiza el pavimento-collage de cemento coloreado con inserciones de materiales heterogéneos y transparentes, el bar y el auditorio para la Agencia Tributaria, la sede de Continental en Madrid y un restaurante de un club de golf en Majadahonda, Madrid.

Paralelamente, se matricula en el doctorado de Teoría, Dibujo y Proyecto de la Escuela Técnica Superior de Arquitecturade Madrid, donde obtiene, en 2001, la suficiencia investigadora. Es invitada a impartir clases sobre sus investigaciones artísticas en el curso de doctorado de arte contemporáneo de la Universidad Complutense de Madrid. Organiza el curso de Teoría del Color en la Facultad de Arquitectura de la Universidad S.E.K. de Segovia, así como una serie de jornadas de estudio monotemáticas para un recorrido interdisciplinario sobre el color —el blanco, el negro, el rojo, el azul, el verde, el oro, el amarillo, etc.—.

En 2002 comienza su actividad en solitario y funda el Atelier Meta-morphic, una estructura ágil interesada en la investigación y la experimentación tout court y en el diálogo con otras disciplinas aparentemente ajenas a la arquitectura. Desde el principio, el Atelier Meta-morphic acompaña el estudio del color como elemento visionario y proyectual con una exploración amplia sobre el cuerpo, las células, la medicina, la biología, la física cuántica y la terapia, entendida como un recorrido artístico y de investigación.

En 2003 realiza el mundo imaginario y las arquitecturas lúdicas e interactivas de Tangramville, la ciudad para jugar. Todas las investigaciones experimentales de la tesis de licenciatura confluyen en un CD-ROM interactivo para la enseñanza de la arquitectura en la infancia. Durante el proyecto, patrocinado por la Comunidad Europea (EUROPA 2000: «Arquitectura y Nuevas Tecnologías»), colabora con el Studio DAP de Milán, con el crítico Marco Brizzi y con el COAC (Colegio de Arquitectos de Cataluña), donde expone sus maquetas urbanas.

En 2004 realiza el Bistrot de Chueca, un restaurante y lounge bar en el que el proyecto nace de un color, un experimento espacial pensado para estimular la imaginación.

Atraída por la idea de la arquitectura como espejo interior, en el que la intimidad se convierte en paisaje, crea «instalaciones totales» en las que conjuga luz, color y proyecciones para plasmar espacios sensibles en los que estimular los sentidos, activar las endorfinas y las partes adormecidas del cerebro. Las células, protagonistas absolutas de sus investigaciones, se transforman en un mapa de la conciencia; los paisajes biológicos, en cartografías del ser, en las que el cuerpo se representa como un icono, un sujeto sagrado y no como un conjunto codificado de órganos y funciones.

Las arquitecturas pensamiento se convierten en entornos virtuales y cambiantes, como cambiantes son los pensamientos; las narraciones cromáticas —cortometrajes y diversas técnicas experimentales de visualización con los colores— se transforman en una arquitectura narrativa, vagamente hipnótica, que se convierte en la propia esencia de la conciencia.

Exposición en el COAC (Colegio de Arquitectos en Cataluña
la città della memoria – short film

GULLIVERIZATIONS

Affresco per il progetto per Continental – La Coruña – Spagna
Blue Architecture – Claudia Bonollo
“Frames” paesaggi cromatici – Claudia Bonollo
architetture pensiero

ARCHITETTI ITALIANI IN SPAGNA OGGI

THE GREEN CATHEDRAL – Casa Decor XX Aniversario

NOW:

Leave a Reply

CLAUDIA BONOLLO ATELIER
Privacy Overview

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.